La RedazioneOggi 5 novembre 2026 il nostro direttore responsabile, Aldo Lardone, compie 81 anni.
A lui va l’augurio affettuoso della redazione di Un Servizio d’Amore online, con gratitudine per la cura con cui accompagna la voce della rivista e il suo incontro con i lettori. Un compleanno è anche un’occasione per riconoscere il valore di un cammino.
Oggi desideriamo raccogliere quello spirito di riconoscenza. Dirigere una rivista significa ascoltare, dare spazio alle voci, custodire il senso delle parole.
Per una pubblicazione legata alla fede, alla testimonianza e alla carità, questa cura assume un significato particolare: aiutare le storie a diventare occasione di incontro e di vicinanza.
La Redazione di Un Servizio d’Amore online
Cari/e Amici/che, Vi ringrazio, di cuore, degli Auguri per il mio 81mo compleanno compiuto in questa giornata del 5 novembre, e sono stati molto graditi soprattutto per quanto già a conoscenza! Oggi, a prescindere quanto i media ci hanno bombardato di notizie sulla debacle di Trump, prendo in considerazione la nostra “Politica”! Buona Lettura! Alla prossima! Aldo
L’ affermazione secondo cui “in Italia” solo la sinistra può fare una “Politica” di destra” fa riferimento a un celebre paradosso della Scienza politica e della Sociologia, spesso accostato al concetto anglosassone di”Nixon va in Cina” (solo un Presidente fortemente anticomunista come Nixon poteva aprire la relazione con la Cina senza essere accusato di tradimento)! Nel contesto italiano, quella dinamica si spiega attraverso fattori storici, sociali e sindacali! 1- La “copertura di “centro-destra” e la pace sociale! Quando i Partiti di centro-destra propongono riforme di stampo liberista -come privatizzazioni, deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alla spesa pubblica o modifiche alle pensioni- la sinistra e i Sindacati (in particolare la CGIL) tendono a opporre una resistenza durissima, mobilitando le Piazze e bloccando il Paese! Al contrario quando è la sinistra a porre le medesime misure, gode di una sorta di “patente di legittimità sociale”! I Sindacati e l’Elettorato progressista, pur protestando, tendono a concedere una maggiore fiducia o ad assorbire il colpo per evitare la caduta del Governo “amico” e il conseguente arrivo delle destre! 2- I precedenti storici in Italia! La storia degli ultimi trent’anni mostra come i più incisivi provvedimenti di matrice economica liberista o di rigore finanziario siano firmati proprio da coalizioni o esponenti di centro-sinistra da Governi tecnici da essi sostenuti! Le privatizzazioni degli anni ’90! I Governi guidati da Romano Prodi, Massimo D’Alema e Giuliano Amato, hanno gestito la più grande stagione di privatizzazioni della storia italiana (smantellando l’IRI e privatizzando Telecom, Autostrade e Banche pubbliche)! La flessibilizzazione del lavoro! Il Pacchetto Treu (1997) sotto il Governo Prodi, ha introdotto il lavoro interinale, avviando la flessibilizzazione del mercato occupazionale! Il Jobs Act (2015)! Il Governo guidato da Matteo Renzi (allora Segretario del PD), ha modificato l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, facilitando i licenziamenti economici nelle grandi imprese, una riforma storica che il centro-destra berlusconiano non era mai riuscito a portare a termine a causa dello scontro sociale! 3- La natura della destra italiana! Un altro elemento chiave è che la destra italiana non è storicamente liberista! A differenza della destra conservatrice britannica (thatcheriana) o repubblicana americana, la destra italiana (dalla Democrazia Cristiana fino ai Fratelli d’Italia e Lega) ha radici profonde nel cattolicesimo sociale, nel socialismo nazionale e nel corporativismo! Di conseguenza, la destra in Italia tende a essere statalista, assistenzialista e protettiva nei confronti di specifiche corporazioni (tassisti, balneari, piccoli commercianti)! Il centro-destra fatica, quindi, a fare “Politiche” di “destra economica” (tagli della spesa, privatizzazioni e lIbera concorrenza), perché contrastano con la sua stessa natura sociale! In sintesi, il paradosso evidenzia come la sinistra italiana abbia spesso attuato agende economiche tipiche del neoliberismo poiché disponeva del capitale politico è della sponda sociale necessari per neutralizzare il conflitto di classe!
Cari/e Amici/che, Vi ringrazio, di cuore, degli Auguri per il mio 81mo compleanno compiuto in questa giornata del 5 novembre, e sono stati molto graditi soprattutto per quanto già a conoscenza! Oggi, a prescindere quanto i media ci hanno bombardato di notizie sulla debacle di Trump, prendo in considerazione la nostra “Politica”! Buona Lettura! Alla prossima! Aldo
L’ affermazione secondo cui “in Italia” solo la sinistra può fare una “Politica” di destra” fa riferimento a un celebre paradosso della Scienza politica e della Sociologia, spesso accostato al concetto anglosassone di”Nixon va in Cina” (solo un Presidente fortemente anticomunista come Nixon poteva aprire la relazione con la Cina senza essere accusato di tradimento)! Nel contesto italiano, quella dinamica si spiega attraverso fattori storici, sociali e sindacali! 1- La “copertura di “centro-destra” e la pace sociale! Quando i Partiti di centro-destra propongono riforme di stampo liberista -come privatizzazioni, deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alla spesa pubblica o modifiche alle pensioni- la sinistra e i Sindacati (in particolare la CGIL) tendono a opporre una resistenza durissima, mobilitando le Piazze e bloccando il Paese! Al contrario quando è la sinistra a porre le medesime misure, gode di una sorta di “patente di legittimità sociale”! I Sindacati e l’Elettorato progressista, pur protestando, tendono a concedere una maggiore fiducia o ad assorbire il colpo per evitare la caduta del Governo “amico” e il conseguente arrivo delle destre! 2- I precedenti storici in Italia! La storia degli ultimi trent’anni mostra come i più incisivi provvedimenti di matrice economica liberista o di rigore finanziario siano firmati proprio da coalizioni o esponenti di centro-sinistra da Governi tecnici da essi sostenuti! Le privatizzazioni degli anni ’90! I Governi guidati da Romano Prodi, Massimo D’Alema e Giuliano Amato, hanno gestito la più grande stagione di privatizzazioni della storia italiana (smantellando l’IRI e privatizzando Telecom, Autostrade e Banche pubbliche)! La flessibilizzazione del lavoro! Il Pacchetto Treu (1997) sotto il Governo Prodi, ha introdotto il lavoro interinale, avviando la flessibilizzazione del mercato occupazionale! Il Jobs Act (2015)! Il Governo guidato da Matteo Renzi (allora Segretario del PD), ha modificato l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, facilitando i licenziamenti economici nelle grandi imprese, una riforma storica che il centro-destra berlusconiano non era mai riuscito a portare a termine a causa dello scontro sociale! 3- La natura della destra italiana! Un altro elemento chiave è che la destra italiana non è storicamente liberista! A differenza della destra conservatrice britannica (thatcheriana) o repubblicana americana, la destra italiana (dalla Democrazia Cristiana fino ai Fratelli d’Italia e Lega) ha radici profonde nel cattolicesimo sociale, nel socialismo nazionale e nel corporativismo! Di conseguenza, la destra in Italia tende a essere statalista, assistenzialista e protettiva nei confronti di specifiche corporazioni (tassisti, balneari, piccoli commercianti)! Il centro-destra fatica, quindi, a fare “Politiche” di “destra economica” (tagli della spesa, privatizzazioni e lIbera concorrenza), perché contrastano con la sua stessa natura sociale! In sintesi, il paradosso evidenzia come la sinistra italiana abbia spesso attuato agende economiche tipiche del neoliberismo poiché disponeva del capitale politico è della sponda sociale necessari per neutralizzare il conflitto di classe!