Nel cuore dell’estate napoletana: Santa Patrizia

Giovanni Buonamano
Dalla rivista Un Servizio d’Amore, luglio 2025, anno XXXVI n. 1 — pagine 20–21.

V

acanze, non solo ricerca di svago ed evasione, ma un tempo per ritrovare la serenità, la preghiera, la meditazione, il contatto con la natura che ci fa riscoprire la nostra giusta dimensione, per rivisitare le nostre relazioni ed essere testimoni credibili in Famiglia, con il prossimo, nella società … “Se avessi tempo … Mi manca il tempo per … Non ho tempo di …”. Quante volte abbiamo pronunciato o sentito frasi di questo tipo come giustificazione di fronte all’impossibilità di fare qualcosa. Così oggi conosciamo il tempo come merce rara, spesso schiavizzato da ritmi sempre più stressanti, orari impossibili, richieste pressanti e continue. In vista dell’estate tutto questo si intensifica. Il mito sacro delle vacanze, dei viaggi, delle avventure, ritorna ad esplodere come sempre. Si cerca l’evasione dall’afa delle nostre città per passare qualche ora al mare, al lago o in montagna. Ci si mette in viaggio per riposarsi e spesso si ritorna ancora più stanchi e bisognosi di riposo più di prima. Invece il tempo delle vacanze dovrebbe diventare un momento di grazia ed un tempo privilegiato per favorire il risposo fisico, il ristoro interiore ed il rinnovamento, con maggiore spazio per il silenzio, la serenità, la preghiera, la meditazione, il contatto con la natura che ci fa riscoprire la nostra giusta dimensione. Perché

nel silenzio e nella preghiera possiamo ascoltare la voce del creato che ci esorta a riappropriarci dei doni che il Signore ci concede. Possiamo dare un significato più profondo alle vacanze, prendendoci più cura di noi stessi e degli altri, per rivisitare le nostre relazioni ed essere testimoni credibili in Famiglia, con il prossimo, nella società … nel nostro tempo libero. Possiamo approfittare del periodo delle vacanze per ricaricarci di entusiasmo ed energia da trasmettere nelle relazioni affettive, per ammirare la natura, per sentirci parte del creato e godere del dono ricevuto da Dio. Nel cuore dell’estate napoletana, il 25 agosto, si celebra la Festa di Santa Patrizia, Patrona di Napoli insieme a San Gennaro. La giornata è segnata da un pellegrinaggio continuo di Fedeli e dal tradizionale liquefarsi del sangue della Santa, conservato in un’ampolla presso il Monastero di San Gregorio Armeno, numerosi Fedeli partecipano alle Celebrazioni religiose e ammirano il prodigio della liquefazione. Santa Patrizia, di nobile origine costantinopolitana, è venerata a Napoli per la sua vita di Fede e Carità, culminata con la sua morte e sepoltura nel Monastero dei Santi Nicandro e Marciano. La tradizione narra che, giunta a Napoli dopo un viaggio in Palestina, si prodigò per i bisognosi e visse una vita di santità. La liquefazione del sangue, simile a quello di San Gennaro, avviene ogni anno nel giorno della sua Festa, il 25 agosto, e nei giorni precedenti, ma anche ogni martedì durante l’anno. Questo evento, molto sentito dai Napoletani, rappresenta un momento di grande devozione. La Chiesa, di San Gregorio Armeno, situata nel cuore di Napoli, nella notissima via San Gregorio Armeno, custodisce le reliquie della santa e rappresenta un importante luogo di culto e pellegrinaggio. La Festa di Santa Patrizia, quindi, non è solo un evento religioso, ma anche un’importante manifestazione della cultura e della tradizione napoletana. Buona estate, buone vacanze e buona Festa di Santa Patrizia.

Contenuto d’archivio: le indicazioni temporali del testo si riferiscono al numero di luglio 2025.