Il 19° anniversario della beatificazione di Maria della Passione

Laura Ciotola
Dalla rivista Un Servizio d’Amore, luglio 2025, anno XXXVI n. 1 — pagine 24–25.

Data dell’avvenimento: 14 maggio 2025.

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o scorso 14 maggio, nel giorno del 19° anniversario della beatificazione di Suor Maria della Passione, a Casa Madre c’è stata una celebrazione presieduta dal Parroco di “Sant’Antonio di Padova”, Don Nicola Liccardo. Don Nicola ha iniziato la S. Messa chiedendo l’intercessione della Beata per la Pace e ripetendo l’invito di Pace, più volte ribadito dal neo Pontefice di Roma, Papa Leone XIV, eletto lo scorso 8 maggio, dopo appena 4 scrutini e le cui prime parole sono state appunto per la Pace. “Desideriamo chiedere l’intercessione della Beata Maria della Passione, lei che teneva a cuore la conversione dei peccatori in un tempo in cui viviamo una sfida grande. Il Papa ci sta ricordando nelle sue prime omelie, di essere Testimoni di un tempo dove non c’è Pace, dove non si vive una relazio

19° ANNIVERSARIO DI BEATIFICAZIONE DELLA BEATA MARIA DELLA PASSIONE 14 maggio 2025, Casa Madre

ne vera. Allora desideriamo pregare per quelli che non sono in Pace, per quelli che vivono lontani dall’Amore di Dio, perché chi fa la guerra, ci ha ricordato Papa Leone, può portare solo distruzione. E allora vogliamo chiedere proprio alla Beata che aveva nel cuore la conversione dei peccatori, di chi era lontano dall’Amore di Dio, il dono della Pace per la nostra vita e per la vita del mondo”. “Fai il bene e stai lontano dal male” ha ribadito il Parroco nella sua omelia. “Così ci ha ricordato il salmo perché chi fa il bene ed è lontano dal male avrà una casa. La casa è il simbolo della sicurezza, della protezione e dell’accoglienza. La casa è il segno della non perdizione”. Don Nicola ha evidenziato come il concetto di casa non sia sempre scontato, c’è infatti chi non sente questo senso di appartenenza. Invece quest’espressione che viene dalla Scrittura significa proprio questo: la casa ti dà sicurezza. “È dove tu torni quando cadi, è il luogo dove tu torni quando sei ferito e hai bisogno di cure, quando hai bisogno di sentirti amato”. Questo senso di appartenenza è comune a chi fa del bene, e la Beata Suor Maria della Passione lo esprimeva anche attraverso la sua Evangelizzazione, con cui riportava le persone a Dio, a casa. “Per questo motivo dobbiamo pregare per la canonizzazione della Beata” ha esortato il Parroco, “perché dev’essere un punto di riferimento anche della Chiesa Universale. Penso che la cosa importante di chi ha nel cuore un Santo, cioè un Figlio di Dio, una Figlia di Dio è proprio portare questa bellezza nel cuore dell’Uomo: che c’è sempre la possibilità di tornare a casa. Perché chi fa il bene, vive in una casa”. E i Santi aiutano in questo, perché non si è Santi per stare in una nicchia: “Essere Santi significa essere Testimoni, e voi che siete qui presenti e che avete nel cuore la Beata e le Suore, tutti noi siamo chiamati come Battezzati, come Sacerdoti o Consacrati,

come Laiche e Laici impegnati, a diffondere quello che aveva nel cuore la Beata Maria della Passione. Lo dice il suo nome Passione e cioè iniziare ad essere Testimoni con passione. Non stando lontano, non andando chissà dove, ma partendo dalla nostra casa, partendo da chi ha bisogno di Misericordia, perché la Giustizia di Dio si chiama Misericordia e Gesù Cristo ha detto in tutti i modi: avere nel cuore il perdono”. Quindi Don Liccardo ha ripreso il discorso della Pace, evidenziando che questa deve partire proprio dalle nostre case, da noi stessi: “È facile pregare per la Pace nel mondo, ma quando tra di noi non viviamo nella Pace, che senso ha? Volere la Pace per la Striscia di Gaza e poi magari la Striscia di Gaza ce l’abbiamo in casa. Le divisioni, le fazioni … che senso hanno? I Santi ci insegnano questo che quando si predica la Parola, si crede quella Parola perché non è la paro

la di un Uomo, ma è la Parola di un Dio che si è fatto Uomo. È la Parola di Dio, che desidera ancora vivere nelle nostre relazioni nella nostra quotidianità. La Beata faceva questo, portare Dio nella sua quotidianità. Se si legge la storia sembra quasi che questi Santi erano supereroi, ma non è così, erano persone semplici come noi, che vivevano il loro tempo, ma lo facevano con passione perché credevano a questo annuncio. Non era semplicemente un marcare il cartellino, era credere ad una Parola”. Don Nicola ha concluso la sua omelia, invitando a pregare per la Conversione, per la Pace e perché l’Evangelizzazione aiuti a costruire ponti di Pace: “In questa Celebrazione dobbiamo pregare per la Conversione dei cuori, per la Conversione dei peccatori, di quelli che non conoscono l’Amore e la parola Misericordia e forse a volte, bisogna pregare anche per le persone che fanno parte della Chiesa. Facciamo parte della Chiesa, ma non sempre abbiamo nel cuore l’Amore, abbiamo nel cuore la Giustizia umana, occhio per occhio, dente per dente, abbiamo nel cuore altro che non è Misericordia. Allora dobbiamo pregare per noi. Perché il nostro cuore si converta, perché il nostro cuore si apra al perdono. Pregare per la Pace nel mondo, ma soprattutto per l’Evangelizzazione: si evangelizza creando Pace, costruendo ponti di Pace, non nella Striscia di Gaza ma qui tra di noi, perché altrimenti non saremo credibili, perché altrimenti potremmo dire tante cose belle come sto facendo io in questo momento, ma non saremo credibili nel momento in cui, come la Beata Maria della Passione, non entriamo dentro le cose che preghiamo, le cose che crediamo”.

Il 19° anniversario della beatificazione di Maria della Passione

Contenuto d’archivio: le indicazioni temporali del testo si riferiscono al numero di luglio 2025.