La vocazione alla vita religiosa: una sfida educativa — immagine dalla rivista di dicembre 2025

Redazione
Dalla rivista Un Servizio d’Amore, dicembre 2025, anno XXXVI n. 2 — pagine 22, 23.

Anche nella vita di consacrazione religiosa “la fedeltà di Cristo e della Chiesa” è testimonianza e profezia per il nostro mondo sempre brancolante tra luci e ombre, tra fango e cielo, tra speranze e delusioni, ecco la sfida educativa lanciata per tutti: ragazzi/e, giovani, genitori, maestri … anziani. Il Signore Gesù, ancora oggi, passa per le nostre strade e continua a chiamare alla sua sequela, trovando le situazioni più svariate: – chi vuole sfuggire al “terribile quotidiano” in cerca di pace, quasi come un “posto al sole” nel calduccio di una casa accogliente; – chi desidera una “sistemazione” per il proprio domani; – chi non sa rinunciare al consumismo, all’utilitarismo … e ai tanti “ismi contemporanei”.

Ma c’è, meno male: – chi intravede nuovi orizzonti nella propria vita; – chi cerca un senso nuovo nell’esistenza e valori autentici che lo attirano; – chi, nella preghiera e nel discernimento spirituale ascolta la chiamata di seguire Gesù povero, casto e obbediente o per ispirazione divina o nella testimonianza di chi già vive la sua risposta generosa e annunzia : “Il maestro è qui e ti chiama !”

A tutte le persone chiamate corrisponde una risposta da dare nella generosità della propria donazione e nell’adesione di un grandi SI’ come quello della Madonna, dal primo proferito all’Angelo nell’Annunciazione, fino al SI’ sofferto e offerto sotto la Croce. Da queste due forze componenti: la chiamata di Dio e la risposta della persona, nasce la forza componente della Missione-Ministero che Dio affida. Così, specificamente nella Vita religiosa o in genere consacrata, partendo da una radicale scelta evangelica sulla base delle Beatitudini, secondo il proprio carisma, si svolge un apostolato di opere, senza perdere il primato della formazione da curare nella perseveranza e della vita di preghiera personale e comunitaria.

Il tesoro spirituale della Vita religiosa è una ricchezza per l’intera comunità della Chiesa locale perché favorisce e sostiene la tensione di ogni cristiano alla perfezione. Come vangelo e segno della presenza del Signore che le religiose contemplano nel silenzio delle proprie cappelle di preghiera, Lo rendono visibile annunciandone la Parola, Lo rendono solidale nelle varie forme di servizio che testimoniano verso i piccoli, i bisognosi…nella catechesi e negli spazi di carità. La Chiesa ha necessità della vita donata full time, a tempo pieno e senza riserve da parte della Consacrata, non però come “manovalanza”, bensì per la profezia e generosità aperta a tutti.

La luce e funzione educativa di queste “esistenze trasformate” in dono per tutti, diventano testimonianza e imitazione: -per le scelte di vita che operano; -per le realtà comunitarie che costruiscono; -per la ricerca, mai appagata, di narrare non favole antiche, ma aprire orizzonti di speranze sempre nuove e di lieti annunci. Esse devono imitare il coraggio, la profezia, la credibilità della loro fondazione operata da uomini e donne straordinarie, nella vita ordinaria, ma che hanno saputo essere “segno” dell’Amore di Dio fino ad esplicitarlo in “carisma” da consegnare come proposta a chi cerca un senso per vivere e un significato da dare al proprio apostolato.

E infine tre note: 1) In un mondo diviso e frantumato, in un contesto di litigiosità e di chiusura, la Vita Religiosa sia autentico fermento, luogo di accoglienza e di rispettoso scambio con tutti. Non si tratta di norme convenzionali di galateo o di salvare le apparenze, ma di offrirsi come spazi di comunione dove si esprime la maturità affettiva delle persone, la “convivialità delle differenze”, l’esperienza di essere “uniti”. 2) La comunicazione del Vangelo per contagio, così determinante nei primi secoli del Cristianesimo, non è venuta mai meno nella Chiesa soprattutto negli Istituti di vita consacrata che possono utilizzare questo valido ed efficace veicolo, a patto di incarnarsi nelle situazioni umane del territorio e di testimoniare l’esigenza radicale delle Beatitudini. 3) Ritrovare il senso della vera gioia cristiana che non si può tenere nel freezer del proprio egoismo, ma regalarla a questa umanità dal volto triste e portarla nelle case e nelle famiglie anche se segnate dalla sofferenza perché mai abbiano a confondere le cose penultime da quelle assolute, le speranze umane dal fiato corto con la speranza “che non delude”.