
Padre Gianbattista Buonamano
Dalla rivista Un Servizio d’Amore, dicembre 2025, anno XXXVI n. 2 — pagine 5, 6.
Patrizia di Costantinopoli è stata una religiosa bizantina oggi Istanbul, venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Santa Patrizia è nata nel 664, da una Famiglia ricca e nobile di Costantinopoli, discendente dell’Imperatore Costantino e secondo alcuni, parente di Costante II che tentò di imporle con la forza il matrimonio; si distaccò da lusso familiare per sposare uno stile di vita sobrio e improntato alla semplicità, giungendo a Roma con la sua nutrice Aglaia per ricevere dal Papa la consacrazione verginale. Tornata in patria alla morte del padre, lasciò il palazzo imperiale rinunziando ad ogni pretesa dinastica per distribuire la sua eredità ai bisognosi e partire per la terra santa in pellegrinaggio; durante il viaggio, finì, naufraga, a Napoli, sull’isolotto di Megaride “Castel dell’Ovo”, nelle cui grotte si sarebbe insediata la sua prima piccola comunità di preghiera e assistenza spirituale e morale ai bisognosi, ma, dopo breve tempo dal suo arrivo, morì all’età di 21 anni, il 25 agosto, giorno in cui si celebra la sua festa.
Santa Patrizia amava definirsi la regina dei poveri e continua ancora oggi ad aiutarli con grazie e miracoli ottenuti da Dio con la sua potente intercessione. Sepolta nell’antico monastero dei Santi Nicandrino e Marciano, nel 1864 le sue spoglie furono trasferite nel monastero della Chiesa di San Gregorio Armeno e, dal 1922 sono custodite dalle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia. Al culto di santa Patrizia è legato il prodigio della liquefazione del sangue, simile a quello di San Gennaro, che secondo la tradizione, si scioglie i martedì e il giorno della festa di Santa Patrizia, il 25 agosto. Quest’anno la nostra chiesa “è chiesa giubilare” perché ricorre il 400° anno che Santa Patrizia è stata proclamata Patrona di Napoli.
Sintetica biografia letta da
un bambino della classe quinta elementare durante la messa Dovendo parlare ai ragazzi delle elementari, con i genitori, suore e insegnanti ho ritenuto opportuno intrattenermi con loro in una omelia- dialogo su tre punti tratti della breve biografia di S. Patrizia da loro preparata e letta. 1. “Quest’anno ricorre il 400° anno che Santa Patrizia è stata proclamata Patrona di Napoli” Infatti i ragazzi hanno riferito che proprio il 28 ottobre del 1625 la santa, originaria di Costantinopoli, fu nominata compatrona di Napoli insieme a San Gennaro Con loro poi abbiamo approfondito il significato di un santo protettore… con semplicità e immediatezza la loro risposta è stata che un santo protettore è una figura alla cui protezione è affidato un gruppo specifico di persone, abitanti di una città, coloro che svolgono un certo mestiere… i santi sono soprattutto modelli di vita, non sono eroi irraggiungibili, ma modelli perché hanno condiviso le nostre stesse fatiche, cadute, domande, sono nostri amici. 2.
Si distaccò da lusso familiare per sposare uno stile di vita sobrio e improntato alla semplicità” Questo secondo aspetto lo abbiamo sviluppato con ragazzi, genitori e insegnanti essendo un argomento che gli adulti devono saper mediare nell’educazione e formazione. La “sobrietà”, indica un modo di vivere semplice, moderato e privo di eccessi. Uno Stile di vita sobrio si deve applicare ai diversi aspetti, come i consumi, la comunicazione, l’alimentazione e lo stile personale, un modo di affrontare la vita anche se nella società in cui viviamo è “l’eccesso” che non fa apprezzare ciò che invece ci viene dato come dono da accogliere e custodire. 3.
Santa Patrizia amava definirsi la regina dei poveri” Pensando alle tante povertà sicuramente lo stile sobrio può aiutarci a vivere e accogliere con riconoscenza e come dono ciò che abbiamo. Sobrietà è semplicemente una lucida capacità di sapere distinguere l’utile dal superfluo, il necessario dallo spreco. E quanto più riusciamo ad andare verso l’essenziale, tanto più siamo sereni, ricchi di relazioni, e dunque potenzialmente felici. Così i 400 anni di Santa Patrizia e la sua breve biografia, preparata dai ragazzi, è stato uno spunto e un aiuto per loro, per i genitori e insegnanti, per tutti noi per leggere la nostra quotidianità che ha tante potenzialità ma anche tanta necessità di saper discernere ciò che veramente è il “bene” e non solo il benessere.
Dopo tanti secoli Santa Patrizia ha molto da suggerire a tutti noi oggi che guardiamo al suo luminoso esempio. Possa risvegliare in noi il grande desiderio di essere felici di vivere vicini a Dio, nella sua luce, nella grande famiglia degli amici di Dio. Padre Gianbattista Buonamano
